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Avvocato giuslavorista
a Mantova e Brescia

L'Avv. Riviera ha sempre esercitato come Avvocato giuslavorista, gestendo contenziosi a Mantova, Brescia, Cremona e Milano. Il particolare interesse per le materie del diritto del lavoro, del diritto previdenziale e del diritto sindacale la portano a dedicarsi ad esse con passione e ad impegnarsi in un'assidua attività di aggiornamento per seguire l'evoluzione della normativa vigente e i più recenti orientamenti giurisprudenziali e dottrinari.
È sua premura, inoltre, condividere le informazioni frutto di tale attività di studio riportando nella presente sezione leggi, sentenze e altre news di rilievo liberamente fruibili dagli utenti.

Violazione della clausola di stabilizzazione e diritto di precedenza alla assunzione a tempo indeterminato prevista in un accordo di prossimità, costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e contestuale risarcimento del danno subito

Con questa sentenza, il Tribunale di Mantova, Sezione Lavoro, ha riconosciuto la validità ed efficacia di una clausola di stabilizzazione e di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato, inserita in un accordo di prossimità siglato fra una società ed alcune OO.SS. in deroga alla clausola di contingentamento prevista nel CCNL di settore per le assunzioni a termine, e dopo aver acclarato la violazione di siffatta clausola in danno di una lavoratrice, ha disposto la costituzione ex art. 2932 c.c. di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in attuazione della predetta pattuizione espressa contrattuale, unitamente al riconoscimento del risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi, rappresentati nel caso de quo, dalle retribuzioni non corrisposte alla lavoratrice dalla data della mancata illegittima stabilizzazione sino alla pronunzia della relativa sentenza.
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Superamento del periodo di comporto e condotta del datore di lavoro

Con la presente sentenza di secondo grado,viene rimarcato che, il comportamento concludente del datore di lavoro, posto in essere prima della comminazione di un licenziamento per superamento del periodo di comporto, con una pluralità di condotte, può integrare gli estremi della rinuncia tacita ad avvalersi del verificatosi superamento del periodo massimo di conservazione del posto di lavoro, e conseguentemente, stante la legittima aspettativa insorta a favore del lavoratore di prosecuzione del rapporto di lavoro, comportare la declaratoria di illegittimità del successivo licenziamento comminato.
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Doppio licenziamento e termini di impugnazione

La sentenza concerne la fattispecie di mera creazione giurisprudenziale afferente la comminazione di un doppio licenziamento che nel caso de quo, trae origine e fondamento dai medesimi fatti che assumono però valenza giuridica ben distinta, da un lato quale infrazione disciplinare e dall'altro, quale impossibilità sopravvenuta di svolgimento della prestazione lavorativa.
Pertanto, ad un primo licenziamento per giusta causa, seguiva la comminazione di un secondo licenziamento per impossibilità sopravvenuta della prestazione. A fronte della legittima e valida comminazione di un doppio licenziamento, il lavoratore a mezzo del proprio sindacato provvedeva ad impugnare stragiudizialmente unicamente il secondo licenziamento, incorrendo pertanto nella insanabile decadenza dalla impugnazione guidiziale del primo licenziamento, e conseguente, all'integrale rigetto della domanda giudiziale proposta. 

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Aggressione fisica al collega fuori dall'orario di lavoro e licenziamento per giusta causa

Con questa sentenza pronunziata nella fase di opposizione del Rito Fornero, il Tribunale di Cremona, Sezione Lavoro, ha confermato l'ordinanza precedentemente emessa nella fase di cognizione sommaria, chiarendo che, l'aggressione perpetrata da un collega di lavoro, fuori dall'orario di lavoro, e quindi estranea allo svolgimento effettivo della prestazione lavorativa, ma verificatasi comunque all'interno del contesto aziendale, in danno di altro collega di lavoro, integra gli estremi della gravissima ed irreparabile violazione dell'obbligo di fedeltà, da intendersi anche quale capacità del lavoratore di inserirsi proficuamente all'interno del contesto aziendale, e quindi legittimante la comminazione di un licenziamento immediato per giusta causa.
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Svolgimento di mansioni superiori e diritto alle differenze retributive e contributive nel pubblico impiego contrattualizzato

Con le sentenze sotto riportate, precisamente di primo e secondo grado, il Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, e la Corte d'Appello di Brescia, Sezione Lavoro, hanno confermato il diritto del lavoratore a percepire le differenze retributive e contributive derivanti dallo svolgimento di mansioni riconducibili alla categoria superiore, come delineata dal CCNL Comparto Sanità pubblica.
Come si evince dalla lettura delle predette sentenze, dirimente ai fini dell'accoglimento dell'azione giudiziale, è stato l'accertamento delle mansioni svolte in modo continuativo dal lavoratore rapportate poi alle previsioni sul punto esistenti, nel CCNL di settore.
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